«Tanto tempo prima, alla fine dell’infanzia, quando aveva dodici o tredici anni, era stato investito da qualcosa che da allora non l’aveva più lasciato andare, la sensazione di essere stato bandito dall’esistenza, di trovarsi non nell’aldilà o nel nulla, bensì come in uno spazio a margine dentro il quale però non poteva continuare a vivere davvero».
Jakob vive in una fattoria ai margini dell’Alta Austria, vicino a un’autostrada. Giovane contadino dai modi schivi, abita con i genitori in una casa dove l’affetto è un concetto vago, più immaginato che vissuto. Jakob è quello che già da piccolo ha preso in mano le redini della fattoria, complice un padre perso, con tanti progetti in testa ma incapace di realizzarne uno. Suo fratello maggiore Alexander si è trasferito a Vienna e lavora al ministero; la sorella Luisa vive ad Amburgo con il figlio e ha lasciato una figlia in Svezia; in realtà è sempre lì da loro, a rubare vitto e alloggio.
La vita di Jakob è fatta di rituali rurali, fatica e solitudine che stempera la sera con una birra o frequentando Tinder. A turbare questo fragile equilibrio è Katja, un’artista di Salisburgo arrivata per una borsa di studio. Per Jakob, abituato alla terra più che alla pelle, lei è un’estranea, forse persino una minaccia. La percepisce come una figura invadente, una figura luminosa e ambigua insieme, che tenta un bracconaggio affettivo: prova a incastrarlo, a farlo uscire dal suo nascondiglio emotivo. Ma Jakob non è una preda facile. È selvatico, indurito, opaco. Non si lascia prendere, almeno non subito.
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Titolo: Bracconieri
Autore: Reinhard Kaiser-Mühlecker
Traduzione: Alessandra Iadicicco
Casa editrice: Carbonio editore
Pagine: 272
Pubblicazione: 13 giugno 2025