Non serve andare in America per trovare l’America: quella profonda, polverosa e piena di ombre è già tutta in queste pagine.
È un romanzo che avevo iniziato, per poi sospenderlo dopo un paio di capitoli a causa di altre letture urgenti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, quando mi capita di mettere in pausa un libro, lo considero sempre un buon segno. L’ho così ricominciato dall’inizio e la prima cosa che mi è venuta in mente, con quelle associazioni un po’ strambe che ogni tanto affiorano, è stata la mia lontana esperienza di lavoro in una pizzeria. Alla fine della serata, quando gli ultimi clienti se ne andavano, il personale creava la propria pizza personale. Una pizza che non era in menù, che nessuno avrebbe mai potuto ordinare, con ingredienti disposti a spirale, a spicchi, a quadrati, a caso.
Questo libro è così, almeno per me: un vero e proprio caleidoscopio letterario. Vi ho ritrovato le atmosfere ruvide di Joe Lansdale, la forza narrativa dei fumetti Bonelli, il cinismo elegante di Philip Marlowe, la disperazione epica di Cormac McCarthy, qualche spruzzo delle pennellate magiche di Gabriel García Márquez e Jorge Amado. Sono certo che ogni lettore, indipendentemente dal proprio percorso letterario, ritroverà tra le pagine i propri, unici riferimenti personali.
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Titolo: L’incredibile storia di Callista Wood che morì otto volte
Autore: Manuela Montanaro
Casa editrice: Neo edizioni
Pagine: 216
Pubblicazione: 2 aprile 2025