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Approfondimenti

Voglio scrivere un libro

Mi trovo in difficoltà a scrivere certi contenuti perché sono il primo a fuggire davanti a chi crede di avere la verità in tasca o pretende di insegnarti qualcosa. Gli insegnamenti migliori sono quelli che si danno con l’esempio, in silenzio, ma tant’è, questo è il medium e qualcosa bisogna pur fare.

Lo spunto per scrivere quanto segue mi è venuto in mente origliando le conversazioni dei vicini di posto sul treno, al tavolino del bar ma anche in rete su forum e blog. Non solo: anche da conversazioni personali. Spesso mi sono imbattuto in questa frase:

“Ho intenzione di scrivere un libro, magari darà una svolta alla mia vita”.

Quasi sempre, almeno nel mio caso, è stata pronunciata da una donna.

Ma cosa significa scrivere un libro?

Vediamo cosa dice la Treccani.

Treccani: definizione di libro

In sostanza, il libro è un insieme di pagine scritte messe insieme, racchiuse con una copertina più o meno rigida.
Sarebbe più corretto dire: “ho intenzione di scrivere un romanzo- voglio scrivere il romanzo della mia vita – intendo scrivere un saggio sulla società delle formiche …Magari darà una svolta alla mia vita”.
 
Ma come si fa a scrivere un libro?
 
La domanda più banale, divertente e allo stesso tempo molto significativa, me la pose qualche anno fa una signora di settant’anni. Ricordo ancora quel dialogo:
“Voglio scrivere un libro, come si fa?”
“Ma un libro in che senso? Intende dire che vuole pubblicarlo con qualche casa editrice? Oppure lo stampa in proprio?
“No, voglio scriverlo. Voglio scrivere il libro della mia vita. Come si fa?”
“Eh…bisogna cominciare a scriverlo”.
“Sì, ma come? Voglio dire: come si fa a scriverlo? Ci sarà un modo, ci sarà qualcosa che fa scrivere i libri!”
“Prenda un quaderno, ogni giorno scriva una pagina e poi metta tutto insieme”.
“Mia figlia mi ha già regalato un blocco ad anelli ma non so cosa scrivere”.
“Ma se mi ha appena detto che vuole scrivere della sua vita?”
“Sì, perché la mia vita è unica. Sono stata sposata con un uomo schizofrenico e ora ho addirittura il figlio con la stessa patologia. Ma siccome ce l’ho fatta io, possono farcela tutti. Ecco, ho già il titolo: Io ce l’ho fatta”.
“È un buon inizio. Adesso non resta che scriverlo” le dissi con un sorriso.
“Sì, ma come si fa?”

 

Già, come si fa? proviamo a riassumerlo in 4 punti.

  1. Se intendi scrivere un libro la prima cosa che da sapere che è gran parte del tuo tempo libero devi sacrificarlo. Questo vuol dire meno vita sociale, meno aperitivi, meno palestra, meno, meno, meno…meno di tutto quello che stai già facendo.
    Ritieni che sia impossibile? Allora ti manca una forte motivazione e ti conviene lasciar perdere questo progetto. Se invece è un bisogno impellente, trovare il tempo per la scrittura è facile. Lo puoi rosicchiare in molti modi:
    • Chiudi il cellulare e smettila di guardare storie e reel inutili
    • Elimina almeno un episodio della tua serie tv
    • Lascia perdere talk e talent show
    • Fa che la scrittura diventi la tua pratica quotidiana. Possono essere trenta minuti o un’ora ma fa in modo che questo tempo sia sempre presente.

  2. Se ogni giorno dedichi 30 minuti alla scrittura, devi dedicare almeno due ore alla lettura. Intendo di libri, non di post e commenti sui social.
    Puoi frequentare qualsiasi scuola di scrittura ma la creatività, lo stile, la tecnica, si assimila soltanto attraverso la lettura. Non ci sono scorciatoie.
    E poi, se tu non sei un lettore, perché mai dovresti scrivere un libro? Per vanità?
     
  3. Comincia a scrivere da dove vuoi, senza pensare alle regole classiche. Queste è bene impararle per poi infrangerle. Ad esempio, in un giallo o in un thriller, si può benissimo iniziare la storia dall’epilogo finale, conoscendo sia la vittima che l’assassino. Tutte le altre pagine serviranno a farci capire come si è arrivati a quel punto.
    Anche in un libro autobiografico puoi partire da un qualsiasi episodio della tua vita; non è necessario che il romanzo cominci dai tuoi antenati o il giorno della nascita.
     
  4. Lascia perdere le regole che trovi in rete. Fregatene del viaggio dell’eroe, dell’infodump, dello show don’t tell, del conflitto dell’eroe, del word building, e tutto il resto.
    Fregatene di tutto perché in questo momento l’importante è rompere il ghiaccio, prendere confidenza con la scrittura, allenarsi, fare pratica.

Quando l’avrai terminato avrai due possibilità: potrai farlo leggere a un professionista il quale ti consiglierà come migliorarlo oppure metterlo da parte e iniziarne un altro. E ti accorgerai che scrivere sarà più facile.

Non dimenticare che qualsiasi scrittore, per ogni libro pubblicato ne ha altri due o tre nel cassetto: abbandonati. E soprattutto, non dimenticare che scrivere un libro non ti cambierà la vita, non ti assicurerà l’indipendenza economica. Scordati il successo.

Se intendi scrivere con queste pretese, piuttosto fai a meno: leggi un libro. Quello sì, può cambiarti la vita.

Se intendi scriverlo davvero, comincia impostando il file, leggi questo articolo per capire come si fa e scarica la cartella editoriale

3 pensieri su “Voglio scrivere un libro”

  1. Ho pensato anch’io di scrivere un libro sulla disabilità vista da un disabile ma poi appunto tra la casa, la figlia e il lavoro non riuscivo a concentrarmi così mi sono data al blog che non è la stessa cosa ma è un canale di comunicazione a cui riesco a stare dietro…☺️

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