«Ci vogliono centoventotto passi per arrivare qui» disse improvvisamente Ryusei.
Lei si voltò verso di lui. «Cosa?».
«Centoventotto passi» ripeté lui. «Li ho contati dalla porta della mia camera».
Sono centoventotto i passi che ha fatto Miwako per uscire dalla sua camera, salire lungo un sentiero, avvolgere una corda intorno a un ramo e impiccarsi.
Il romanzo di Clarissa Goenawan, Il mondo perfetto di Miwako Sumida, inizia proprio lì, dove di solito una storia finisce. Fin da subito, infatti, il lettore conosce la fine violenta della ragazza che dà il titolo all’opera.
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Titolo: Il mondo perfetto di Miwako Sumida
Autore: Clarissa. Goenawan
Casa editrice: Carbonio editore
Collana: cielo stellato
Pag: 272
Pubblicazione: 8 luglio 2020
Interessante..ma la riflessione cui dà lo spunto è riferita all’inevitabilita del suicidio a fronte di certe sofferenze o al dovere dell’ empatia verso le persone a noi care? Oforse entrambe, cosa dici?
entrambe. Ma anche al dovere di lasciarle andare. Non dico di dimenticarle ma di accettare la fine della loro vita su questa terra.
Lasciare andare ed accettare la morte è proprio un concetto orientale, non esiste nella cultura occidentale anzi direi che vale il contrario….
proprio così, anche se forse le due culture e l’approccio si stanno un po’ mescolando
Se penso alle lotte contro l’accanimento terapeutico e per l’eutanasia…
certo, non ci siamo ancora mescolati abbastanza 🙂
No e forse non ci siamo ancora espressi chiaramente sull’argomento
le contaminazioni hanno bisogno di secoli, siamo solo al’inizio
In che senso “contaminazioni”?
intendo dire che l’Occidente ha iniziato a interessarsi dell’Oriente solo un paio di secoli fa. Il loro stile di vita, il loro approccio verso la vita e la morte non si assimila in poco tempo. E poi, bisogna anche vedere chi sarà a influenzare di più, quale sarà la “civiltà” ad avere sopravvento.
Forse un giorno questi tempi saranno valutati con lo stesso metro che noi usiamo per il medioevo. Probabilmente, quando sentiranno parlare di accanimento terapeutico avranno la stessa reazione che noi abbiamo rispetto alle operazioni senza anestesia