Nelle foreste della Kirghisia, tra le montagne che si specchiano nell’immenso lago Issyk-Kul’, c’è un piccolo posto di guardia, un pugno di case affacciate su un torrente impetuoso che scende dal Monte Sentinella. In questo angolo remoto del mondo vivono tre famiglie e un solo bambino, di sette anni, con la testa tonda e le orecchie a sventola. Orfano di fatto, è cresciuto dal nonno Momun, un uomo mite e paziente, guardia forestale ormai anziana, unico custode di un sapere antico fatto di miti e rispetto per la foresta.
Per il bambino, tutto ciò che lo circonda è vivo: i massi lungo il torrente hanno dei nomi. Il suo preferito si chiama Carro armato, ma c’è anche Cammello accucciato, Sella, Lupo. Le nuvole si trasformano in animali, il vento racconta storie. Questa fantasia lo salva ogni giorno, distogliendolo dal dolore di essere un orfano e dal grigiore della sua vita. Una fantasia che la sera, è alimentata dai racconti del nonno. «In quelle notti anche i monti più alti hanno paura e si stringono più che possono alla nostra casa, alla luce delle nostre finestre».
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Titolo: Il battello bianco
Autore: Činghiz Ajtmatov
Traduzione: Gigliola Venturi
Casa editrice: marcos y marcos
Pagine: 200
Pubblicazione: 17 settembre 2025