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Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula.

Bill Bernbach è stato un famoso pubblicitario statunitense, considerato uno dei pionieri e innovatori nel campo della pubblicità moderna.
Bernbach è noto per aver introdotto approcci creativi e non convenzionali nella pubblicità: ha sfidato le regole tradizionali e ha abbracciato l’importanza della creatività, del racconto e del coinvolgimento emotivo nei messaggi pubblicitari.
Le sue sagge parole risuonano con forza nell’ambito artistico, dove l’innovazione e l’originalità trovano terreno fertile nel rompere le regole stabilite.

“Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula.”
 
Le regole sono guide, limiti convenzionali che possono soffocare la creatività se seguite alla lettera. Gli artisti audaci, invece, osano infrangerle, sfidando le convenzioni e aprendo nuovi orizzonti.
Nel mondo della scrittura, le regole della narrazione sono considerate punti di riferimento preziosi. Ci sono corsi, master, libri, seminari…e sinceramente, a me cominciano a stufare. Il viaggio dell’eroe, l’uso del “show don’t tell”, la struttura a tre atti e molti altri principi sono spesso insegnati e seguiti scrupolosamente dagli aspiranti scrittori. Eppure, se tutti seguissero pedissequamente queste linee guida, si rischierebbe di creare una produzione letteraria omogenea, priva di originalità e di sorprese.
 
La vera bellezza della scrittura risiede nella sua natura eclettica e imprevedibile. Sono le storie che sfidano le regole, che prendono strade alternative e che rompono gli schemi quelle che ci catturano e rimangono impresse nella nostra memoria. È attraverso queste trasgressioni che gli scrittori riescono a trasformare le parole in arte, creando capolavori che restano nella storia. La loro voce risalta, si distingue e si eleva sopra il rumore monotono della conformità. Non solo nella scrittura, ma anche nella pittura, nella musica o in qualsiasi altra forma espressiva: gli artisti ribelli si alzano in piedi e sfidano le convenzioni, lasciano un’impronta duratura nel mondo e ci ricordano che l’innovazione e la sperimentazione sono essenziali per il progresso.
 
La storia dell’arte è intrisa di esempi di artisti che hanno infranto le regole e hanno cambiato il corso della creatività. Pensiamo ai pittori impressionisti che hanno abbandonato la pittura accademica per catturare l’effimero gioco di luce e colore sulla tela, o ai musicisti che hanno sperimentato con nuovi suoni e strutture, rompendo le convenzioni della musica classica.
Nella letteratura, autori come James Joyce, Virginia Woolf e William Burroughs hanno sfidato le norme narrative tradizionali, creando opere che hanno ridefinito il concetto stesso di scrittura. Hanno spinto i confini della forma letteraria, aprendo la strada a nuove modalità di narrazione e di esplorazione dell’animo umano.
 
In sostanza, le regole sono un punto di partenza, ma non possono essere considerate dei dogmi immutabili. Devono essere interpretate, sfidate e superate, poiché solo così l’arte può evolversi e parlare al cuore delle persone. Ogni artista deve trovare la propria voce, la propria visione e le proprie modalità di espressione, anche se ciò significa rompere le regole.

Io cerco queste voci soprattutto nei libri prodotti dalle piccole case editrici, le uniche in Italia che si dedicano veramente alla ricerca di nuovi autori e non si abbandonano alla logica del profitto o alla produzione del romanzo scritto dal noto cantante, giornalista, calciatore, tronista.
Cerco le voci che sembrano condurmi in una direzione e poi fanno una sterzata improvvisa e mettono in discussione tutto quello che avevo pensato. Cerco quella scrittura che talvolta è difficile da decifrare, da portare a termine ma quando arrivi alla fine provi una soddisfazione diversa, bella carica.
Ma cerco pure le voci semplici, fatte di silenzi, di pensieri fra le righe, che non dicono tutto ma suggeriscono, compongono una melodia che si insinua nella mente e poi, per qualche giorno non ti lascia più. E sono le più difficili da trovare.

6 pensieri su “Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula.”

  1. Sono assolutamente d’accordo e credo sia difficile spiegarlo quando insegno, perché la libertà creativa (in un mondo se vogliamo con generi tutti codificati) fa paura…

  2. Sono molto d’accordo con te Paolo. Arte è proprio trasgredire le regole, superarle ma anche stabilirne di nuove. Sto vedendo qualche serie televisiva di successo, mi accorgo che sono tutte uguali. Colpa di molti stereotipi (qualche responsabilità ce l’hanno anche i blog dedicati alla scrittura) su come costruire una storia, un personaggio, la struttura, o la ricerca del “What a fuck”( hai visto Il sol dell’avvenire?). Col risultato che è tutto, troppo prevedibile..

    1. sì, è tutto fatto con lo stampino. Di serie televisive ne ho viste poche, si contano sulle dita di una mano. E devo dire che anche la mia passione cinematografica è andata perduta. Mi rendo conto che nel tempo ho abbandonato sempre di più tutto ciò che è immagine (fotografia, pittura, film), forse perché è una visione troppo immediata, dà meno spazio alla fantasia. La lettura, invece, ti permette di immaginare come vuoi i personaggi e l’ambientazione

      1. Ciao Paolo, io sono appassionata di serie tv anche se il tempo per guardarle è pochissimo. Sono più brevi di un film e talvolta le guardo a pezzi senza perdere il filo. Per me le immagini restano il modo più immediato per far passare un messaggio, un’idea, una suggestione. Certo devono essere buone e non sempre lo sono

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