donna che sceglie un libro dallo scaffale
Approfondimenti

“Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della sua luce nel vetro infranto”.


C’è stato un tempo nella mia vita, intorno ai vent’anni, nei quali ho avuto la fortuna di frequentare quasi quotidianamente lo spaccio aziendale di una nota casa editrice. Acquistavo a metà prezzo un libro, nel pomeriggio e sera lo leggevo e il giorno seguente, dopo pranzo andavo a comprarne un altro.
Il librario era un tipo un po’ ombroso, con enormi baffoni e un pullover quasi sempre rosso. Assomigliava al povero malcapitato che subiva i disastri di Stanlio e Ollio in numerose comiche. Conosceva mio padre e per questo ogni tanto scambiavamo quattro chiacchiere.
Un giorno, vedendomi incerto su quale libro scegliere mi disse:
«Ha letto qualche opera di Anton Cechov?».
Risposi che ne avevo lette alcune, ma non abbastanza e che le mie conoscenze erano dovute più che altro a un film che avevo appena visto e del quale non ricordavo nemmeno il titolo.
Lui sorrise e disse:
«Ah, allora devi leggere i suoi racconti. Era un maestro nel creare immagini vivide con le sue parole. Come disse una volta: “Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della sua luce nei vetri infranti”. Tieni, leggilo.»
Mi mise in mano il volume con i suoi racconti: anche quel giorno avevo guadagnato la mia lettura.

Anton Cechov è stato uno dei più grandi scrittori russi del XIX secolo, famoso appunto per i suoi racconti. Ricordo che da piccolo, quando nella libreria di mio padre guardavo le copertine di alcuni libri che trattavano le biografie dei grandi scrittori, lui era il mio preferito, prima di Dostoevskij e Tolstoj. Ma se dicessi che è il più grande tra di loro non lo saprei e ad essere sincero, la letteratura russa l’ho frequentata meno del dovuto, nonostante l’invito e il sollecito del libraio. Ma rimedierò.
Ad ogni modo, la celebre frase di Anton Cechov, “Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della sua luce nel vetro infranto” sottolinea l’importanza della descrizione dettagliata e vivida nella scrittura. Non è sufficiente dire semplicemente che la luna splende, ma è necessario descrivere il suo riflesso nel vetro infranto in modo tale che il lettore possa immaginarsi nella scena e sentirne l’atmosfera.

Ad esempio, nel racconto “La steppa”, Cechov descrive così il fumo delle fornaci: “Dietro al cimitero fumavano le fornaci. Il fumo denso, nero, usciva a grandi gomitoli dai lunghi tetti di canne come schiacciati contro terra, e s’alzava pigramente verso il cielo. Sopra le fabbriche e il camposanto il cielo era bruno, e le grandi ombre dei gomitoli di fumo strisciavano per il campo e attraverso la strada. In mezzo al fumo, presso i tetti, si muovevano persone e cavalli, avvolti in un polverio rosso…”.

Scrivere bene significa creare una narrazione che sia credibile e coinvolgente, che trasmetta emozioni e sensazioni. E la descrizione dettagliata è uno dei modi migliori per raggiungere questo obiettivo. Tuttavia, è importante trovare il giusto equilibrio e evitare di cadere nell’eccesso per non annoiare il lettore. Del resto, sono pochi gli autori capaci di descrivere la lista della spesa senza annoiare, come faceva Stig Larsson.

Parafrasando la frase di Anton Cechov, ecco alcuni esempi di come utilizzare la descrizione dettagliata per creare immagini vivide nella mente del lettore:

  • “Non mi dire che fa freddo, mostrami il respiro che si trasforma in nuvole bianche nell’aria gelida.”
  • “Non dirmi che la strada è stata bagnata dalla pioggia, mostrami come le pozzanghere riflettono il cielo plumbeo.”
  • “Non mi dire che il vento soffia forte, mostrami come le foglie si piegano e i rami si piegano sotto la sua forza.”
  • “Non dirmi che il mare è agitato, mostrami le onde che si infrangono furiose sulla scogliera.”
  • “Non mi dire che la stanza è silenziosa, mostrami il ticchettio dell’orologio che risuona nell’aria immobile.”

E potrei aggiungere: “Non dirmi che stai scrivendo: fammi sentire il suono dei tasti e mostrami la danza delle dita sulla tastiera”.


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Romanzo vincitore della VI edizione del Premio Letterario Mondoscrittura Città di Ciampino – 2023sezione romanzi editi.

3 pensieri su ““Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso della sua luce nel vetro infranto”.”

  1. In questo si evince anche la sensibilità di chi scrive, la capacità di andare oltre la superficie, di esplorare le emozioni nelle piccole cose del quotidiano: una foglia che si muove spinta dal vento, una goccia che scivola lungo un vetro, una nuvola che attraversa il cielo.

  2. Grazie:-)
    Penso che la sensibilità vada anche educata: con un piccolo sforzo possiamo andare oltre e trovare ispirazione dalle cose che all’apparenza sembrano insignificanti.

  3. Quello che fa grande quella … sulla luna è il valore simbolico delle parole usate. Il vetro infranto quindi come macerie, frammenti dai quali idealmente partire per ricostruire insieme un percorso.

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