“È necessario capire quali sono le nostre origini, tornare all’inizio della nostra vita, analizzare tutti gli influssi che ci hanno formato, le persone che sono state importanti per noi, questo ritorno è fondamentale per capire la forma di questo nostro viaggio sulla Terra…penso che l’autobiografia sia una specie di riconoscimento alla gente – e aggiungiamo noi in primo luogo alla nostra famiglia – alle persone: significa riconoscere la gente, i luoghi, le passioni, tutti i libri che ho letto e che mi hanno cambiato.
L’autobiografia è una sorta di ringraziamento e forse si comincia a scrivere un’autobiografia quando si “sente” la realtà, quando si diventa genitori, quando ci si rende conto di esserci, di possedere una nuova cultura, quando si prende coscienza della nostra biologia. è una decisione che si prende nel momento in cui si inizia a capire veramente chi siamo”.
Trascrizione di una conferenza tenuta a Milano nel 2001
(da Album di famiglia, di Duccio Demetrio, Meltemi linee)
Tutti i libri di Oliver Sacks sono autobiografici ma questo, In movimento, lo è ancora di più.
L’autore racconta la sua vita, da giovane appassionato di motociclette e senza soldi, all’avventura editoriale e scrittore di fama internazionale.
A differenza degli altri libri, che talvolta possono risultare ostici a chi non ha una mentalità scientifica, questo è pieno di spunti di riflessione su temi scottanti e la lettura scorre rapida e scattante, come la motocicletta che il giovane Oliver inforca in copertina.
