Mi imbatto sempre più spesso in articoli di associazioni, giornali, agenzie e pure di editor che ti insegnano come scrivere un best seller, un libro di successo. Ti promettono di diventare uno degli autori italiani più letti, garantiscono che il tuo libro sarà sugli scaffali di tutte le librerie. Ti spiegano le regole, i 10 step da seguire e addirittura in quanti giorni dovresti farcela.
Tutto questo mi ricorda Vanna Marchi, o uno dei tanti cartomanti che un tempo (forse anche adesso, non lo so) imperversavano sui canali delle TV private.
Ma mi chiedo: se questi sono capaci di scrivere un libro di successo, se ti insegnano come scrivere un best seller, perché non se lo scrivono loro?
Certo, va bene conoscere Il Viaggio dell’eroe, le tecniche di narrazione, l’infodump, show don’t tell e compagnia cantante, ma se fosse così semplice conoscere le regole, tutti avrebbero successo. Non basta saper leggere la musica e conoscere le regole dell’armonia per scrivere canzoni memorabili, così come non è sufficiente essere un calciatore talentuoso per arrivare ai massimi livelli.
Il fatto è che le vie del successo non sono ben tracciate, asfaltate con cura, dritte come i confini tracciati in Medio Oriente. E le vie per ottenere un contratto di edizione sono ancora più impervie e non c’è mago degli editor che tenga.
Non ti prometto miracoli, né successi assicurati. Ma se vuoi un parere sincero sul tuo manoscritto, da lettore appassionato prima ancora che da revisore, sarò felice di leggerlo e confrontarci. Scrivimi, se ti va
Se poi diventerà un best seller non lo so, ma se scrivi per questo, per la fama e il successo, è meglio che intraprendi un altro mestiere. Quello del mago, ad esempio.
Salve Paolo, non ci conosciamo, noi veniamo a fare incursioni nei blog di nostro interesse e cerchiamo di dare i nostri proverbiali “2 cent”.
Non siamo nessuno. Siamo due amici blogger amatoriali appassionati di inventarci storie e condividerle su WordPress. Basta. Sono 3 anni e mezzo che scriviamo le nostre “stupidaggini” in giro senza ambizione di diventare i nuovi Andrea Camilleri o Angela Marsons, per parlare di due autori che amiamo; fatto sta che soprattutto nel periodo di confinamento da covid, ci siamo imbattuti anche noi nei corsi di scrittura che promettevano di darti il mondo. Sulle tecniche potremmo anche imparare a memoria i manuali e fare migliaia di esercizi, ma la filosofia del “tutto e subito” sta facendo tanti di quei danni che metà basta. Tutti a scandalizzarsi per la Vanna Marchi della situazione, poi si cade nella promessa del guadagno/successo/bestseller/amore facile… Ah sì, per non parlare di chi le promesse della luna le fa in medicina. “la tua condizione non esiste, è guaribile, sono le medicine che ti uccidono” -chi ha detto Claudio Pinti? Noi…- Caso di cronaca limite che ha danneggiato decine di persone ma ne potremmo elencare a migliaia.
E sì, anche noi abbiamo speso dei soldi per un corso di scrittura ma per noi è stato efficace fino a un certo punto. Ci vorrebbe il guru che ti dica: “ti insegno ad abbassare la schiena e fare la gavetta”, magari cambiandoci nome… Sarebbe un’inversione di tendenza sì o no? LOL! Elena e Alessandro, aka Elettrona e Gifter
🙂
Confesso che ho dovuto rileggere più volte il commento perché alcune cose mi erano incomprensibili. Come la questione dei proverbiali 2 cent. Lavando le stoviglie ho pensato che forse vi riferite al guadagno derivante dai banner di google Adwords. Ad ogni modo no, non ho nessuna affiliazione quindi non ho guadagnato 2 cent 🙂
Claudio Pinti mi era sconosciuto, ho dovuto googolare per capire chi fosse e ora immagino che il riferimento sia a qualche inchiesta TV.
Ad ogni modo, il mio parere (che non è legge e vale il tempo che trova) è che se devo imparare uno strumento musicale vado a lezione. Se devo imparare a pilotare qualche automezzo, pure. Se voglio scrivere un libro, allora no. A scrivere mi hanno insegnato a scuola ma se voglio scrivere un libro devo leggere tanto e le regole le impari così.
E poi le regole sono fatte anche per essere trasgredite, altrimenti si avrebbe un moltitudine di romanzi tutti uguali (ed è già un po’ così).
Pardon, abbiamo dato per scontato troppe cose. “Proverbiali 2 cents” si dice come metafora di “piccolo contributo”, non c’entra coi soldi; intervenire in una discussione condividendo la propria conoscenza. Che sia tanta o poca, solitamente “due centesimi” sono una monetina che vale niente ma se tutti iniziassero a mettere i propri, nel caso metaforico di una discussione o una causa, questa si arricchisce. Sempre però mantenendo l’umiltà di dire “i miei sono 2 cent” quindi il discorso può avere o non avere valore a seconda di come la discussione evolve; certo è che se veniamo qua a far baccano con messaggi sgradevoli, il rischio è di far perdere valore a qualunque presa di posizione.
Detto questo, noi abbiamo preso in esempio Pinti perché è un caso estremo di persona che non si è curata perché si è fatta condizionare da teorie di certi “guru” delle “cure non ufficiali” e ha sparso la malattia a mezzo mondo. Ma senza arrivare a questi estremi, i casi limite ci sono anche nell’ambiente della scrittura. Noi siamo degli informatici e ogni innovazione ci appassiona, con ChatGPT e altre tecnologie simili stiamo notando un imperversare di business legato ai contenuti creati con le “intelligenze artificiali”, generatori automatici di testi; ma la nostra esperienza di creator amatoriali, per quel che vale, dice che gli strumenti come questi sono utili se già abbiamo in mente cosa fare. I mercanti di illusioni fanno male e basta – il Mago di Oz è una presa di posizione netta in merito, ha un secolo ma secondo noi è un’opera che andrebbe letta per rifletterci su, anche dagli adulti.
Detto questo, tu dici “le regole sono fatte per essere trasgredite”; certo, ma questo lo fai solo se hai dimestichezza con le stesse. Ma anche se ti attieni alle regole, il libro o racconto NON deve prescindere da quello che sei tu! Se no, diventi tutta tecnica e niente passione. Come Marc Martel, non so se l’hai mai sentito quel cantante su youtube che imita Freddie Mercury; là è tutta tecnica, passione zero! Ok siamo di parte…fan dei queen… [Elettrona e Gifter]
perdonatemi, l’espressione dei due cent proprio non la conoscevo. Sì, le regole bisogna conoscerle per trasgredirle con coscienza. E’ anche vero che spesso le regole sono innate, le conosciamo senza saperlo, le abbiamo assimilate nel tempo ma non sappiamo spiegarle. E seguendo le regole a menadito si diventa poco più di un’intelligenza artificiale.
Lo vedi? È questo che ci piace dei blog; intanto le discussioni non vanno perse come sui social. Ma perché anche nelle banalità come questa dei “due centesimi” uno impara dall’altro.
Certo. Io in fondo mi considero un eterno ignorante. C’è sempre molto da imparare, in ogni posto, ogni giorno.
E guai se non fosse così. Internet è grande -e per ora libera- quindi se possibile sfruttiamola per crescere
Credo che già ora, ma anche nei prossimi anni a venire, sarà talmente tanto vasto l’oceano dei “contenuti” (libri, romanzi, canzoni, etc.) che sarà molto complicato scovare le perle preziose (che sicuramente ci sono e sempre ci saranno).
Mi immagino che ci sarà un’epoca che vedrà il settore creativo come un teatro dal palcoscenico enorme (così da fare posto ai numerosi attori) e una minuscola platea.
E il biglietto lo pagheranno gli attori!
sì, già ora è così. Creiamo così tanti contenuti che risulta difficile digerirli. Abbiamo sempre più bisogni di filtri, microscopi, lenti particolari per trovare quello che ci serve davvero