Il Manifesto Imperfetto dell’Aspirante Scrittore
“Scrivi male. Ma scrivi.”
C’è un nemico silenzioso che ti tiene lontano dal tuo primo romanzo. Non è la mancanza di tempo. Non è l’ispirazione. È la maledetta paura di scrivere male. Il perfezionismo è il killer silenzioso della creatività. Lo ripeto da sempre: la perfezione va lasciata ai programmatori di software, agli ingegneri, a chi costruisce ponti. La creatività, invece, è proprio la ricerca dell’imperfezione, quel neo che rende unica un’opera.
Questo diavoletto silenzioso è quello che ti sussurra:
“Aspetta l’idea giusta. Non è abbastanza profondo. Questo personaggio è una copia. E se mi leggessero davvero?”
E intanto: non scrivi. Ti limiti ad avere “l’idea del secolo” da 5 anni. A comprare corsi, guardare reel motivazionali, fare mille ricerche su come si costruisce una trama.
Ti serve una rivoluzione. Ecco la proposta indecente: 👉 Scrivi il peggior libro che riesci a scrivere. Di proposito.
Perché scrivere un brutto libro?
Perché è l’unico modo per scriverne uno vero.
Un brutto libro:
- Ti sblocca. Ti libera dalla gabbia delle aspettative.
- Ti educa. Ti mostra cosa non funziona e quindi ti insegna cosa può funzionare.
- Ti fa ridere. E ridere è sano, soprattutto quando scrivi.
Ogni scrittore bravo ha scritto delle schifezze. Solo che non te lo dice, o le tiene nel cassetto e le trasforma lentamente in qualcosa di migliore.
Il Metodo del Libro Brutto™
- Scrivi un romanzo cliché in 3 giorni
Vampiri. Triangolo amoroso. Orfani predestinati.
Non cercare l’originalità. Cercala male.
Obiettivo: scrivere senza pensare. 3 giorni. 10.000 parole. Non sono poi tante, circa 7-8 cartelle editoriali. Non sai cos’è una cartella editoriale? Clicca qui.
Nessuna revisione.
Esempio di trama cliché:
“Un gruppo di amici trova una mappa. Decidono di cercare un tesoro. Qualcosa va storto.”
- Finiscilo male apposta
“Il tesoro era… l’amicizia. Ma poi uno di loro muore cadendo in una buca. All’improvviso arriva un miliardario in elicottero e li adotta tutti. Fine con matrimonio multiplo sulla spiaggia.”
Lo scopo è uccidere la voce interiore che vuole il colpo di scena perfetto.
Scrivi un finale “bah, insomma”. Goditelo. - Fatti ridere dalla tua scrittura
Rileggilo ad alta voce. Meglio se davanti a qualcuno di fidato.
Ridi. Ridi forte.
Annotati i punti dove ti sei vergognato. Sono i semi della tua voce vera.
Esercizi brutti (ma utili)
- ✍️ Dialogo assurdo: due personaggi litigano su chi è l’autore del libro in cui sono.
- 🧚 Descrizione ridondante: descrivi un oggetto qualunque in 500 parole, usando almeno 3 metafore orribili.
- 😡 Monologo di un villain patetico: “Sono cattivo perché mia madre mi ha vietato la TV.”
Quando sei pronto?
Non lo sarai mai.
Per questo ti dico: scrivilo male, adesso.
E poi, solo poi… potrai iniziare a scriverlo meglio.
“Sii coraggioso abbastanza da scrivere male. Il coraggio viene prima dell’arte.”
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