Approfondimenti

74 animali che parlano (e io che resto senza parole)

Qualche giorno fa mi sono imbattuto per caso in un articolo curioso: un elenco di 74 versi animali. Credevo fosse solo una lista curiosa… e invece mi sono ritrovato a sorridere.
Molti versi, certo, li conoscevo già. Il cane abbaia, il gatto miagola, la mucca muggisce…, il classico repertorio che ci accompagna sin da bambini. Ma poi, tra una riga e l’altra, sono arrivate le sorprese: la foca, per esempio, può abbaiare o muggire; il leone marino anch’esso muggisce (e chi l’avrebbe detto?); il granchio addirittura crepita, e la zanzara può zufolare.
Già con questi esempi la mia fantasia si è scatenata è ho iniziato a immaginare mandrie di leoni marini al pascolo, nell’Oceano dei Pascoli Blu, come se brucassero onde e schiuma. E da lì, la mente è corsa libera.
Ho visto foche legate alla catena che abbaiano alla luna, altre al guinzaglio, portate a spasso nel parco. E poi, zanzare vestite da concertiste, che si sistemano il frac, accordano il flauto e zufolano a teatro, davanti a un pubblico di insetti rapiti dal suono.
Ma il mio preferito resta il furetto: lui potpotta.
Un verbo che sembra inventato da un poeta bambino, o da un autore di fiabe che si diverte a giocare con i suoni. “Potpotta”: già a pronunciarlo viene da sorridere (oltre a ricordarmi il porta potti per camper…)
Queste piccole scoperte linguistiche mi ricordano quanto il linguaggio sia vivo, curioso, imprevedibile e quanto sia bello giocare con le parole.

Vedi qui l’articolo completo che parla dei 74 versi degli animali

https://libreriamo.it/lingua-italiana/versi-degli-animali-italiano-giusto/

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