Un libro che sa di carrozze e di rotaie, di caffè, di vecchie stazioni e di carbone bruciato. Ha il profumo della pioggia sul finestrino e il rumore dei carrelli sui binari. Un’ode al viaggio in treno che ti farà venire voglia di partire.
C’è qualcosa nel treno che resiste al tempo, che non si lascia scalfire nemmeno dagli ammodernamenti più spinti, dall’alta velocità, dai display digitali e dalle app di prenotazione. Mentre l’aereo ha perso ogni romanticismo, riducendosi a mezzo funzionale per spostarsi da un punto A a un punto B, il treno conserva intatta la propria aura poetica, la sua identità profonda di viaggio. Viaggio nel senso più ampio, quasi esistenziale. Il treno ha il suono dei carrelli, l’odore delle carrozze, l’aria che entra dai finestrini e porta con sé paesaggi e sbuffi di rotaia. I viaggi in aereo, invece, si confondono: tutti uguali, a parte qualche piccolo imprevisto che interrompe la monotonia.
È proprio questa sensazione che Gianni Montieri cattura nel suo libro Non era un mostro strano, pubblicato da 6thand2nd: un’ode al treno, alle stazioni e a tutto ciò che rappresentano.
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Titolo: Non era un mostro strano
Autore: Gianni Montieri
Casa editrice: 66thand2nd
Pagine: 144
Pubblicazione: 27 giugno 2025