Figli amati male è un romanzo corposo, e il suo autore, Basilio Petruzza, deve aver intinto il pennino in un inchiostro molto denso. Lo stesso pennino pare di titanio, capace di incidere e scavare, scavare nelle profondità dell’animo umano.
Racconta la storia di Raffaele e Monica, due giovani che si incontrano in una clinica per disturbi del comportamento alimentare. Il loro legame, costruito su fragilità condivise e un’intima complicità, si sviluppa su due piani temporali: il presente, in cui cercano di ricostruirsi, e il passato, che svela le radici della loro sofferenza.
Ciò che rende questo romanzo unico — e per certi versi impegnativo — è la sua coralità. Non solo Raffaele e Monica, ma anche i loro genitori e gli affetti più cari prendono voce, creando un intreccio di esperienze e sentimenti che dà forma a un albero genealogico complesso e ramificato. A chi si appresta a intraprenderne la lettura, che consiglio vivamente, suggerisco di disegnarne a parte una rappresentazione: uno schema, anche semplice, può aiutare a orientarsi tra i numerosi rami della storia e a non perdersi nessuno di quelli più fruttuosi.
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Titolo: Figli amati male
Autore: Basilio Petruzza
Casa editrice: Arbor Libri
Pagine: 595
Pubblicazione: 12 novembre 2024