Copertina del libro Manodopera di Diamela Eltit
Le mie letture

Diamela Eltit | Manodopera

Un potente ritratto dell’alienazione lavorativa, tra consumo, sfruttamento e resistenza.

Supermercati e centri commerciali, le “cattedrali moderne”, da tempo sono diventati luoghi di aggregazione sociale. Offrono nuovi rituali legati al consumo, promettono appagamento e identità attraverso l’acquisto. E come ogni cattedrale, hanno bisogno degli officianti, addetti al culto, formiche operaie che si muovono lungo traiettorie e riti che loro ben conoscono.

Questi officianti sono i protagonisti di Manodopera di Diamela Eltit, un romanzo che va ben oltre il semplice racconto di lavoratori alienati di un supermercato. Diviso in due parti distinte, il romanzo alterna il punto di vista di un narratore anonimo, un inserviente del supermercato, e quello di un gruppo di lavoratori che condividono una casa. La prima parte, “El despertar de los trabajadores – Il risveglio dei lavoratori”, è un monologo crudo e angoscioso che dipinge l’esperienza lavorativa come un processo di svuotamento dell’individuo. Il protagonista, consumato dal lavoro e ridotto a un oggetto privo di identità, riflette sulla sua condizione con un linguaggio ossessivo e riflessivo, quasi filosofico. Qui, la realtà del supermercato diventa una sorta di tempio pagano, dove le merci sono venerate dai consumatori come divinità, mentre i lavoratori sono ridotti a corpi senza volontà, sacrificati sulla base di una logica spietata di efficienza e profitto.

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Titolo: Manodopera
Autrice: Diamela Eltit
Traduttrice: Laura Scarabelli
Casa editrice: Polidoro
Pagine: 168
Pubblicazione: 21 ottobre 2020

2 pensieri su “Diamela Eltit | Manodopera”

    1. Sì, il bello è che negli Stati Uniti li stanno chiudendo, noi continuiamo ad aprirne. Sono diventati le nuove cattedrali

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