La mia prima frontiera, il luogo di confine in cui per la prima volta mi sono sentito straniero in patria, è stato il sud Tirolo, o per dirla in italiano, il Trentino-Alto Adige.
Nel 1916, con Tolomei alla guida, fu istituita una commissione speciale per ideare nomi italiani in questa regione. Attraverso tre decreti del 1923, 1940 e 1942, l’Italia fascista introdusse oltre diecimila nuovi nomi italiani. Diecimila nomi che abbiamo imposto: ne basta uno per farsi odiare o guardare con diffidenza.
È in questi anni che si snoda il romanzo di Andrea Piontkowsky, La ferrovia dello Sciliar, edito da Bottega Errante Edizioni casa editrice che si distingue proprio per la sua predilezione verso la narrativa di frontiera.
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Titolo: La ferrovia dello Sciliar
Autore: Andrea Piontkowsky
Editore: Bottega Errante Edizioni
Pagine: 280
Pubblicazione:2023