Approfondimenti

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli

Emilio Salgari, scrittore veronese, nella sua vita fu un “viaggiatore virtuale”. Colui che creò le storie della Tigre di Mompracem viaggiò pochissimo, ma fu un “divoratore di atlanti e dizionari”, grazie ai quali inventò più di 1.300 personaggi. Ha scritto oltre 80 romanzi ambientati in luoghi lontani, grazie a un’immaginazione nutrita con un’incessante attività di ricerca.
L’unica sua avventura marittima documentata fu a bordo dell’Italia Una, per un viaggio di tre mesi costeggiando le rive dell’Adriatico.

Fu lui a dire: “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, e con questa frase intendeva proprio esprimere l’idea che attraverso la scrittura è possibile esplorare mondi e vivere avventure senza le limitazioni fisiche e materiali che caratterizzano i viaggi tradizionali.

Un giorno, durante una pausa caffè nell’azienda in cui lavoravo, un collega iniziò a raccontarci il percorso della Loira fino allo sbocco sul mare. La sua era una descrizione molto dettagliata, arrivando addirittura a parlare delle differenze architettoniche fra l’inizio e la fine del percorso.
All’improvviso gli chiesi:

«Ma scusa, quando l’hai fatto questo viaggio? Non mi ricordo che ne avessi accennato».
«Non l’ho fatto, ho seguito tutto il tragitto su google maps» fu la risposta.

Trascorreva così le sue pause pranzo, “navigando” nel verso senso della parola su internet e percorrendo tutta la Loira. Da come ne parlava, dalle descrizioni che faceva e dalle curiosità che elencava, sembrava davvero che ci fosse stato di persona, che fosse stato su una chiatta e avesse percorso il fiume lungo tutti i 1020 chilometri.

Io stesso, per lavoro ho dovuto scrivere delle guide ciclo turistiche di Bibione. Delle guide brevi, di una sola pagina. Per esigenze di budget non sono potuto andare sul posto, a percorrerle, e allora per quanto mi è stato possibile ho “pedalato” e “sorvolato” la zona con google maps, cercando ispirazione.

Grazie a google maps ora possiamo trasferirci in qualsiasi posto o quasi. Possiamo percorrere la Route 66, l’unica strada USA che è riuscita a sfociare nel mito, riempiendo, film, libri e dischi musicali con il proprio nome. Possiamo camminare tra le vie di New York con Lou Reed nelle cuffie, oppure inoltrarci in qualche vicolo di Tokyo, Mumbai, Katmandu. Possiamo entrare nel bazar egiziano di Istambul, camminare e annusare le spezie.
Possiamo salire sul Kilimangiaro e raggiunta la cima, se il tempo, il fiato e la guida lo permettono, leggere qualche pagina di Hemingway.

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli” è un invito a sfruttare il potere della scrittura per esplorare mondi immaginari, vivere avventure straordinarie e comunicare con i lettori in modo unico.
Se fosse vivo, chissà quanto e come scriverebbe Emilio Salgari.


Chiamatemi Perpetua ma il mio nome è Mimì

Terzo classificato al Concorso GialloFestival 2022

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Pagine: 338
Pubblicazione: 5 settembre 2023

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Pubblicazione: 20 settembre 2022
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Romanzo vincitore della VI edizione del Premio Letterario Mondoscrittura Città di Ciampino – 2023sezione romanzi editi.

9 pensieri su “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”

  1. Tutto vero ma quando si entra nel mondo dei romanzi storici non basta uno sguardo veloce su Google Maps.
    Io sto scrivendo un romanzo storico ambientato nella Costantinopoli del IX Secolo. Onestamente è un MARTIRIO: non riesco a trovare mappe o studi sul periodo. Mi serve sapere per esempio se nella porta da cui i protagonisti entrano c’era qualcosa, magari se c’erano dei controlli…
    secondo te come si potrebbe gestire la cosa?

    1. Domanda difficile. Credo che l’unica soluzione sia leggere tanti romanzi ambientati nello stesso periodo, capire come altri hanno scritto determinate situazioni. Il tuo problema mi ricorda quello che durante una presentazione mi disse la scrittrice Ben Pastor.
      Nel 2000 ha pubblicato Lumen, il primo romanzo poliziesco della serie di Martin Bora, un ufficiale-investigatore tedesco ispirato alla figura di Claus von Stauffenberg, l’attentatore di Hitler. Se on ricordo male i nomi dei protagonisti li aveva cercati addirittura sugli elenchi telefonici dell’epoca però si trovava in difficoltà a recuperare le cartografie, le mappe degli scontri, delle battaglie. Le suggerii di provare con i videogiochi. Non sono appassionato ma ho visto che alcuni giochi sparatutto sembrano molto aderenti alla realtà

    1. d’accordissimo. Viaggiare apre la mente e se tutti lo facessimo forse ci sarebbe meno intolleranza. In questo post però, io mi riferisco alle possibilità che le nuove tecnologie danno agli scrittori, strumenti ben più potenti di quelli che usava Salgari

  2. 🙂
    poi bisognerebbe anche capire cosa si intende per viaggiare. Tanti lo fanno ma sono solo turisti, pendolari, lavoratori…

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