Tra le fortune che ho avuto (Poche? Tante? Chissà…) ho avuto quella di conoscere un pittore, un affrescante, un’artista d’altri tempi. Uno che non si è mai appoggiato ai mercanti, non ha goduto di grande successo in questa vita e quando è passato di là è stato quasi dimenticato. Tuttavia, ha sempre vissuto per la pittura e grazie alla sua dedizione, ha creato opere di grande valore artistico. Purtroppo, quando se ne è andato, è stato quasi dimenticato, ma il suo spirito vive ancora attraverso le sue opere, che sono testimonianza della sua straordinaria passione per l’arte. Basta vedere questo dipinto che ha realizzato con la tecnica della caseina lattica, tecnica simile all’affresco: 240 mq di superficie, 20 metri di altezza e con oltre 500 figure.
Un giorno, mentre camminavamo sulle colline veronesi in compagnia delle nostre famiglie, disse:
«I miei allievi a volte mi dicono: “Professore, non so cosa disegnare, non mi viene l’ispirazione”. E io dico loro: “Uscite, andate in collina, sedetevi davanti a un olivo e disegnate”.»
Poi, allargando la mano e abbracciando virtualmente tutte le piante di olivo, continuò: «A guardare questi alberi come si fa a non essere ispirati?»
Già, come si fa a non essere ispirati?
L’olivo è un albero maestoso, con un tronco contorto e ramificazioni che si allargano verso il cielo. Ha una presenza magnetica e una bellezza che affascinano: non si può non essere ispirati!
La contemplazione di un olivo può aiutare a connettersi con la bellezza della natura e a trovare l’ispirazione per creare qualcosa di nuovo e bello, non solo nella pittura ma anche nella scrittura.
Come disse Voltaire “La scrittura è la pittura della voce”, è come una pennellata di colore che dipinge la voce dell’autore sulla pagina. Attraverso le parole e le frasi scelte, chi scrive può creare immagini vivide e coinvolgenti nella mente del lettore, trasmettendo emozioni, pensieri e idee in modo potente ed efficace.
Voltaire credeva che la scrittura, alla pari della pittura, dovesse essere considerata come un’arte, in quanto richiede creatività, capacità espressiva e sensibilità estetica. Ma richiede anche sforzo, ricerca, studio, allenamento.
Ogni tanto ripenso alle parole del pittore e guardo il mio olivo da vicino, da lontano, ci giro intorno e ci salgo sopra. Potrei scrivere un racconto al giorno su questa pianta, per un anno intero.
“A guardare questi alberi come si fa a non essere ispirati?”

Chiamatemi Perpetua ma il mio nome è Mimì
Terzo classificato al Concorso GialloFestival 2022
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Romanzo vincitore della VI edizione del Premio Letterario Mondoscrittura Città di Ciampino – 2023, sezione romanzi editi.
