Approfondimenti

“Un giorno troverò le parole giuste, e saranno semplici”.

È una frase di Jack Kerouac, uno dei più importanti scrittori statunitensi del XX secolo, nonché padre del movimento beat. La sua opera più celebre è Sulla strada (On the Road) e lo confesso, non ricordo se sono riuscito a terminarlo. Forse non avevo l’età giusta per leggerlo, forse ero fuori tempo, forse non ho trovato le parole giuste e semplici per me.

Ma a parte questo, la frase di Kerouac può rappresentare un’importante lezione per uno scrittore (e aggiungo, per tutti coloro che si dedicano a qualche forma di arte). Infatti, spesso si tende a complicare eccessivamente il linguaggio, cercando di utilizzare parole sofisticate o frasi articolate per dimostrare la propria abilità. È tipico di tanti autori che fanno sfoggio di virtuosismo, tuttavia, la vera bravura di uno scrittore, a mio parere, risiede nella capacità di esprimersi con parole semplici ed efficaci, in modo da comunicare con chiarezza il proprio messaggio.

Con questo non voglio dire che sia necessario banalizzare e nemmeno che sia possibile rendere semplice e comprensibile a tutti un trattato di fisica termodinamica. Però molte volte mi ritrovo a leggere articoli di giornalisti e scrittori famosi e scuotere la testa perplesso. Sono costretto a tornare indietro, rileggere le frasi più volte, capire perché abbiano messo due volte i due punti! Mi chiedo se quegli articoli così complessi siano frutto della fretta, della noia o se sono io che sto invecchiando e faccio fatica a seguire pensieri articolati. Penso con dispiacere che non sia stato fatto alcuno sforzo per trovare le parole giuste, quelle che riescono a trasmettere l’emozione e il significato desiderati, senza appesantire il testo con inutili orpelli linguistici.

Trovare le parole giuste richiede pazienza, riflessione e una buona dose di pratica. Non sempre vale il detto “buona la prima” e il dizionario dei sinonimi e contrari è uno strumento indispensabile per chiunque si cimenti con la scrittura.

In sintesi, la frase di Kerouac ci ricorda che non è la complessità del linguaggio a determinare la qualità di un testo, ma la capacità di trasmettere un’idea in modo semplice ed efficace. Per uno scrittore, dunque, l’obiettivo non deve essere quello di dimostrare la propria abilità linguistica, ma quello di creare un’esperienza di lettura coinvolgente e memorabile per il proprio pubblico. Questo vale ancora di più per uno scrittore che sta esordendo, il quale, pieno di entusiasmo, nel suo racconto esagera con le proprie emozioni e impressioni, con il rischio di risultare poco credibile o addirittura incomprensibile per il lettore.

Le parole giuste nascono proprio da un compromesso tra l’emozione e la razionalità. Ed è vera fatica trovarle, è una strada molto lunga.


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