Quando eravamo piccoli, ma proprio piccoli, erano queste le prime parole che si scrivevano su un quaderno personale, spesso chiuso con un lucchetto così poco sicuro che per aprirlo era sufficiente usare una forcina per capelli.
Ricordo che la mia professoressa di Lettere, in prima media, ci aveva obbligato a tenere un diario e pure a presentarglielo. A me piaceva l’idea ma non tanto quella di farglielo leggere. E poi, nonostante a me piacesse scrivere, con lei era impossibile superare la sufficienza.
Si usa ancora tenere un diario? Pare di no, o meglio, sono poche le persone a farlo. Il motivo principale è sempre quello: la mancanza di tempo.
Molte persone preferiscono utilizzare i mezzi digitali, come i social network o le applicazioni di messaggistica, per condividere i propri pensieri e sentimenti con gli altri. Molte altre non sono interessate e trovano che ci siano attività più gratificanti. E poi, c’è chi ritiene che sia troppo pericoloso scrivere a mano su un quaderno! Troppo pericoloso per la privacy…non si sa mai in che mani può capitare.
Tuttavia, tenere un diario può ancora essere un’attività terapeutica e utile per molte persone. Potrebbe essere un modo per riflettere sui propri pensieri e sentimenti, esplorare le proprie emozioni e ricordare i momenti importanti della propria vita. Inoltre, tenere un diario scritto a mano può avere benefici cognitivi, come l’aumento della creatività e della memoria.
Io ho smesso da tempo ma non ho mai cessato di scrivere. I pensieri, i fatti della giornata, le emozioni, i sentimenti… invece di proiettarsi sulle pagine come una serie ordinata di eventi, sono trasformati in racconti, poesie, pasticci di parole.
E infine c’è chi i diari li raccoglie: Il Museo del Diario a Pieve di Santo Stefano, in provincia di Arezzo, è un museo unico nel suo genere. Fondato nel 1984, espone una vasta collezione di diari scritti a mano, provenienti da tutto il mondo e da diverse epoche storiche.
Il museo offre un’esperienza unica per coloro che sono interessati alla storia della scrittura e alla storia del mondo visto attraverso gli occhi delle persone comuni.
Un luogo imperdibile per gli appassionati di scrittura, di storia e di cultura.
Solitamente questo è un profilo condiviso ma essendo un tema specifico, intervengo io singolarmente e a titolo personale.
Sono il polo negativo nonché il lato femminile del Mondo Positivo.
Non ho alcuna esperienza di diari cartacei in quanto essendo una persona con disabilità visiva dalla nascita, non ho accesso a questo tipo di approccio alla scrittura. Fino ai blog, la scrittura “per date” non mi ha mai più di tanto coinvolta, ma anche dopo: l’idea di scrivere “di me stessa” in uno spazio per sfogarmi al momento e dopo “analizzarmi”, mi ha sempre dato fastidio fino a che, in crisi con l’ex partner, durante le confidenze con un’amica lei mi ha consigliato: “usa quello che vuoi ma fatti un ca . . . di diario dove scrivi tutti i tuoi momenti poi conta quelli felici e decidi.”
Ho trovato un’app che si chiamava proprio “day one daily journal” o un nome del genere, dove potevo mettere testo audio musica immagini quello che volevo. E allora sono andata avanti a forza di testi e registrazioni audio fino a data da destinarsi.
Poi, va bene: con quel ragazzo è finita lo stesso perché diario o no, era arrivata l’ora di dichiarare “game over” quindi non ho più avuto il coraggio di aprire il day one e fare come mi aveva consigliato Arianna di contare i momenti felici.
L’ho fatto nel 2021 dopo ormai due anni che era finito tutto e… Momenti felici? NEANCHE UNO! Si passava da “il mio ragazzo si deve operare” “il mio ragazzo si è incazzato un’altra volta” “il mio ragazzo bestemmia” “sono preoccupata per il mio ragazzo” al che, anche a distanza di tempo ho detto e chi diavolo me lo faceva fare! Non di scrivere i momenti organizzati per data, ma di sprecare tre lunghi mesi quando potevo prendere la decisione molto prima. Anche se non hai il diario cartaceo in mano anche se non ti guardi allo specchio però è la dimostrazione di come a volte abbiamo la verità davanti al naso ma facciamo finta di niente.
interessante. Certo, la verità a volte è grande come un elefante eppure ci ostiniamo a non vederla.
Credo che la pratica del diario, come si intendeva una volta, sia ormai in disuso. Forse resiste tra le persone vintage, tra i devoti della dark academia. Ci sono personaggi, anche politici, che hanno tenuto un diario dettagliato per tutta la vita ed è sorprendente perché questo richiede tempo, una mano chiara e ferma. Ma sono sempre convinto che si tratta di abitudine. Se riesci a instaurare questa piccola abitudine e dedicare cinque minuti al riassunto della giornata, è fatta.
Sempre se le nostre giornate sono interessanti 🙂