Quella di ieri è stata la dodicesima lettura del manoscritto. L’hai letto anche al contrario e alla fine ci hai messo il punto finale. Adesso sei pronto per spedirlo a un paio di case editrici ma prima della stampa o dell’invio online pensi di dare un’ultima lettura, l’ennesima. Quando trovi il primo errore hai un sobbalzo.
“Ma com’è possibile! L’ho riletto dieci volte”.
Il fatto è che i tuoi occhi si sono abituati, la tua mente legge ma non analizza perché conosce già quanto hai scritto. Per questo devi affidare il tuo lavoro all’esterno, a una persona che attraverso una minuziosa e accurata lettura ripulisce il tuo testo da refusi, errori di battitura, grammaticali, sintattici e ortografici.
È il proofreader o correttore di bozze, una figura che non potrà mai essere sostituita del tutto da un software. Un paio di occhi attenti che scovano gli errori che sono sfuggiti a te e al programma di videoscrittura.
Devi sapere che il tuo romanzo affronterà una concorrenza spietata. Alcune case editrici ricevono anche decine di manoscritti al giorno e un direttore di collana è costretto a fare delle scelte.
È facile intuire che la sua attenzione sarà ben riposta su un testo ben formattato, piacevole da vedere, senza doppi spazi e rientri errati. E poi con accenti e maiuscole corretti, magari già rispondente in pieno alle proprie norme redazionali.
Una presentazione ben fatta del manoscritto, oltre a coinvolgere positivamente, agevola i successivi passaggi che la casa editrice deve affrontare.
Se hai un sogno, affida il tuo lavoro a un proofreader. Hai più possibilità che si realizzi.
Se sei di Venezia e stai cercando un proofreader, contattami per avere maggiori informazioni. Possiamo sentirci via mail, per telefono o in videocall.