Consigli per scrivere la propria autobiografia, a Mantova


Per scrivere un libro autobiografico occorre una forte determinazione, la massima sincerità con sé stessi ma come sempre, l’importante è iniziare con “la mano” giusta. Ci sono alcune cose da definire prima di iniziare. Vediamole insieme in 4 punti.

Prendi spunto leggendo altre autobiografie.

Senza andare a scomodare i grandi del passato, la cui vita può sembrarci distante e la scrittura poco contemporanea, puoi trovare spunto dalle autobiografie recenti di personaggi più o meno famosi: scrittori, scienziati, politici, musicisti, sportivi.

Sei un musicista o ti piace la musica?
Allora leggi:
• Life di James Fox e Keith Richards
• Born to run di Bruce Springsteen
• To be or not to bop, l’autobiografia di Dizzy Gillespie, Al Fraser

Preferisci personaggi del cinema?
Leggi:
• A proposito di niente di Woody Allen
• La mia vita di Marlon Brando
• La mia autobiografia di Charlie Chaplin

Vuoi rimanere nel campo della scrittura?
Sfoglia le pagine di:
• Diario d’inverno di Paul Auster
• Abbandonare un gatto di Haruki Murakami
• Vivere per raccontarla di Gabriel García Márquez

Sei uno sportivo?
Allenati con:
• The Mamba mentality. Il mio basket di Kobe Bryant
• Andre Agassi – Open
• Skyrunner, il corridore del cielo di Bruno Brunod

Se cerchi in internet puoi trovare autobiografie di qualsiasi personaggio. Il mio consiglio è di non fossilizzarsi sui propri interessi: leggendo la vita di persone completamente diverse da te puoi cogliere degli spunti interessanti e capire quanto, nonostante tutto, anche i VIP sono uguali a noi e spesso nascondono molti più problemi.
Per questioni anagrafiche o esperienze comuni, possono mettere in luce alcuni ricordi, emozioni, sentimenti che pure tu hai provato. Non dico che devi copiare ma il loro percorso di scrittura può fornire una traccia da seguire.

Scegli se di quell’opera d’arte che è la tua vita vuoi mettere in risalto la visione completa o soffermarti su un dettaglio.

In altre parole devi scegliere il periodo, l’episodio, il tratto di vita che intendi raccontare.
Può comprendere il tuo vissuto, dalla nascita fino adesso, ma può anche riguardare una determinata esperienza, un viaggio che ti ha cambiato la vita, una malattia o un lutto che ti hanno fatto sbandare e ritrovare. Nella narrazione puoi concentrarti di come ti sei preparato per affrontare una sfida importante, una vittoria che rappresenta il coronamento di un sogno. I confini della tua autobiografia sei tu a sceglierli: puoi tenerli molto ampi in fase di progettazione e restringerli in corso di scrittura.
Se decidi che tutta la tua vita merita di essere raccontata, prendi carta e penna e comincia a elencare i passaggi chiave, ad esempio: nascita, infanzia, adolescenza, il fidanzamento, il primo lavoro, il matrimonio, la nascita del figlio…
Questa elencazione, che è soggettiva e dipende sempre dal tipo di autobiografia che si vuole realizzare, ti sarà d’aiuto anche nella formazione dei capitoli e nel recupero dei ricordi, come vedremo nel punto successivo.
In ogni caso è importante scegliere un tema, un fil rouge che segua tutta la narrazione, un tuo tratto distintivo, qualcosa che ti identifica. Devi scegliere il messaggio: trovalo. Sarà il carburante per questo tuo viaggio.


Recupera i ricordi e aiutati raccogliendo le testimonianze.

Ti può essere d’aiuto sfogliare libri, riviste, enciclopedie che ti hanno accompagnato lungo la vita, così come sfogliare album fotografici, cartoline, lettere, diari, se li hai scritti. Ogni fotografia o video può scatenare tempeste di ricordi, talvolta anche malinconia, ma se hai deciso di scrivere la tua autobiografia anche questo aspetto l’hai messo in conto. Di sicuro, quando l’avrai terminata, la soddisfazione e la consapevolezza di aver “registrato la tua vita”, ripagheranno anche il dispiacere di qualche lacrima versata.
Mettiti quindi all’opera e inizia a raccogliere appunti con le persone più prossime, poi allarga il cerchio, coinvolgendo i parenti più lontani e gli amici.
Spesso la nostra memoria ci inganna. Come ha detto Werner Herzog, “La memoria non è affidabile: non rispecchia la realtà come è stata”.
Per questo è importante ascoltare gli amici, i parenti: chi ha vissuto con te può darti un punto di vista diverso o addirittura stimolarti e farti riaffiorare nuovi ricordi.
Ogni ricordo, episodio, avvenimento, inseriscilo in uno dei capitoli che hai precedentemente scelto. Poi sta a te decidere se ha valore e può essere raccontato o se si tratta di un episodio insignificante.

Organizza il lavoro e comincia a scrivere.

Gutta cavat lapidem, “la goccia perfora la pietra”. In altre parole, con la forza di volontà e piccoli passi si possono conseguire obiettivi che sembrano impossibili.
Per questo è necessaria una programmazione, un metodo di lavoro da seguire fedelmente e piuttosto di dedicare pomeriggi interi e sporadici è molto meglio scegliere di “praticare” con costanza: ogni giorno, ogni altro, una volta la settimana. Scegli tu per quanto tempo: dieci minuti, un’ora, tre ore. Scegli quando: al mattino appena svegli, la sera dopo aver concluso ogni altro impegno.
L’importante è rimanere fedeli a questo metodo.
Se in fase di scrittura riaffiorano nuovi ricordi, non pertinenti con il capitolo che stai scrivendo, non lasciarti distrarre: elencalo nei punti che dovrai affrontare quando arrivi a quella fase della tua vita.
Nel corso della prima stesura di ogni capitolo, non fossilizzarti troppo sulla correttezza ortografica: lascia che i pensieri vengano fuori puri, sinceri e perché no, anche disorganizzati e scorretti.
Per correggerli c’è sempre tempo.

Non sei in grado di cominciare, ti serve un aiuto? Contattami e insieme troveremo il modo per stimolarti a scrivere. Se sei di Mantova possiamo programmare un appuntamento online.

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