Uno degli aspetti che più spesso emergono durante la revisione di un romanzo – o in generale di qualsiasi testo narrativo – è la presenza di ripetizioni. Parole, verbi, strutture, persino immagini che tornano troppo spesso, togliendo freschezza e varietà alla scrittura.
Capita a tutti, anche agli autori più esperti. Anzi, spesso quando si scrive di getto non ce ne accorgiamo affatto: siamo concentrati sul contenuto, sulla storia, sui personaggi, e non notiamo che usiamo sempre gli stessi verbi (“guardare”, “dire”, “sentire”), o che tendiamo a iniziare ogni frase con la stessa costruzione.
Eppure, il lettore se ne accorge. Eccome!
Perché le ripetizioni sono un problema?
- Rendono il testo monotono, poco fluido.
- Fanno sembrare la scrittura meno curata o meno consapevole.
- Distraggono o infastidiscono chi legge, soprattutto se si accumulano nel giro di poche righe.
Ma niente panico: ecco qualche consiglio pratico per individuarle e ridurle, senza stravolgere il tuo stile.
1. Rileggi ad alta voce
È il metodo più semplice e più efficace. Quando leggi ad alta voce, il tuo orecchio coglie ripetizioni e tic linguistici che alla vista sfuggono.
Ti accorgerai se usi tre volte lo stesso verbo nel giro di un paragrafo, o se inizi ogni frase con “poi” o “allora”.
Se non hai voglia di leggere tu, fallo leggere a qualcun altro o utilizza la funzione voce di pages: modifica > voce> avvia riproduzione.
Esistono anche molte app online per la lettura di testi.
2. Usa la funzione “Trova” del tuo programma di scrittura
Hai il sospetto di usare troppo spesso una parola? Scrivila nella funzione “Trova” (o “Cerca”) e guarda quante volte compare.
I classici da controllare:
- verbi deboli: fare, dire, vedere, guardare, sentire
- avverbi ripetitivi: improvvisamente, lentamente, sicuramente
- aggettivi sempre uguali: grande, bello, incredibile, strano
Non si tratta di eliminarli tutti, ma di variare, quando possibile, o di sostituirli con espressioni più precise.
Puoi usare anche delle app online, ad esempio questa: https://wordart.com/ Ti segnala il numero di ricorrenze di ogni singola voce.
3. Espandi il tuo vocabolario
Non servono parole difficili o letterarie: basta ampliare le opzioni.
Invece di “guardare”, puoi scrivere:
- osservare
- fissare
- scrutare
- intravedere
- gettare uno sguardo
- lanciare un’occhiata
Tutte parole con sfumature diverse. Scegli quella più adatta al contesto.
Ad esempio, controlla quante volte hai scritto testa. A seconda delle situazioni potresti dire nuca, fronte, cranio, capo…
4. Sfrutta il contesto per non ripetere
Spesso ripetiamo lo stesso soggetto, anche quando è chiaro chi sta facendo cosa. Guarda qui:
Marco si alzò, Marco andò in cucina, Marco prese il caffè. Marco era nervoso (sto esagerando, eh)
Basta poco per alleggerire:
Marco si alzò, andò in cucina e prese il caffè. Era nervoso.
La frase scorre molto meglio, senza perdere chiarezza.
5. Occhio alle ripetizioni “di concetto”
A volte non ripetiamo parole, ma idee:
Era buio. Una notte senza luna. Le tenebre lo avvolgevano.
Tutto dice la stessa cosa. Basta una frase incisiva per rendere l’atmosfera.
Una notte senza luna lo avvolgeva.
Meno è meglio.
6. Chiedi un parere esterno (o a te stesso, dopo una pausa)
Quando rileggerai il testo dopo qualche giorno o lo farai leggere a qualcun altro, noterai cose che prima ti sfuggivano. Le ripetizioni, in particolare, saltano subito all’occhio se non si è più immersi nel testo.
In conclusione
Eliminare tutte le ripetizioni? Impossibile. E neanche auspicabile: certe parole devono tornare, se sono parte dello stile o del ritmo.
L’importante è che non siano invadenti, e che la loro presenza sia intenzionale.
L’editing serve anche a questo: ad affinare, variare, rendere il testo più elegante e leggibile. Se hai bisogno di una mano per ripulire il tuo manoscritto da ripetizioni e altri “tic” narrativi, scrivimi: sarò felice di aiutarti!