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Approfondimenti

Editing del romanzo: a distanza o in presenza?

Come lavora davvero un editor e perché non serve (né conviene) stargli seduto accanto.

Ci sono richieste che un editor impara a non stupirsi di ricevere. Quando credi di avere visto e sentito di tutto, arriva sempre qualcosa di nuovo.

Qualche tempo fa ho avuto a che fare con due aspiranti scrittori, diversi per età e per provenienza geografica, che non si conoscevano e non avevano niente in comune, se non una richiesta identica. Dopo uno scambio di mail e qualche telefonata sono arrivati al punto: volevano che correggessi il loro romanzo in presenza, cioè al loro fianco, sulle copie stampate.

Ho spiegato con calma perché non era possibile. Poi ho capito il motivo vero: anche loro temevano che io, un hacker, o i famigerati poteri forti portassimo via il loro capolavoro. Ho provato in ogni modo a spiegare che il manoscritto si può proteggere in mille modi e che nessuno al mondo ha in programma di rubare la loro fantastica idea. Non c’è stato verso.

Immagino che siano ancora alla ricerca di un editor che stia al loro fianco. Magari bendato.

Scherzi a parte, la domanda “posso farlo correggere in presenza?” è meno bizzarra di quanto sembri, e merita una risposta seria. Vediamo come funziona il lavoro di editing e perché la presenza fisica non porta alcun vantaggio.

Perché l’editing in presenza non funziona

1. Il costo, prima di tutto. Un editor lavora per ore, spesso per settimane, su un romanzo. L’editing in presenza significa aggiungere trasferte (verso un luogo a metà strada o verso casa tua), tempi di viaggio e sessioni da concordare, tutte cose che qualcuno deve pagare. Il costo di un’ora di lavoro sul testo resta uguale, ma si somma quello di tutte le ore passate a non lavorare sul testo.

2. Il testo si legge più volte, e non in fila. Chi corregge un manoscritto non legge una frase una volta sola e passa oltre. Torna indietro, confronta un capitolo con quello di cento pagine prima, ricontrolla un nome, una data, il tempo verbale, il ritmo di un dialogo. È un lavoro fatto di salti avanti e indietro, che richiede silenzio e concentrazione. Con qualcuno che aspetta accanto, o peggio che commenta ogni segno, si lavora peggio, e il risultato peggiora a spese di chi paga.

3. L’editor non è un dettatore di correzioni. Una parte del lavoro è decidere cosa suggerire, cosa segnalare e cosa lasciare all’autore. Queste scelte si fanno meglio con calma, dopo una lettura complessiva, e non nel momento in cui la frase viene letta per la prima volta. Quando edito un romanzo, a fine giornata esco, vado a camminare al parco e mi ritrovo a pensare quali potrebbero essere i miglioramenti, come se si trattasse di un mio romanzo.

4. Non c’è nessun vantaggio in più. Quello che si vede su carta in presenza si vede anche in un file con le revisioni, e meglio: ogni modifica è tracciata, ogni commento è leggibile, e puoi accettare, rifiutare o discutere ogni singolo intervento con calma.

Come funziona, in concreto, un editing a distanza

  1. Invii il file (in Word, di solito), eventualmente con la sinossi e le indicazioni su cosa ti preoccupa.
  2. L’editor lavora con la funzione “revisioni” (in Word: Revisione → Revisione modifiche), che mostra ogni intervento in un colore diverso e permette di aggiungere commenti a margine. Per chi risultasse complicato lo strumento, si possono usare i commenti. A dire il vero, la maggior parte dei miei clienti preferisce usare i commenti, per cui mi adeguo alle richieste.
  3. Ricevi il file con tutte le modifiche visibili, più una nota di sintesi sui punti di forza e sulle criticità del testo.
  4. Decidi tu: accetti, rifiuti, discuti. Il testo resta tuo e l’ultima parola sul tuo romanzo è sempre la tua.
  5. Se serve, ci si confronta con una telefonata o una videochiamata dopo il lavoro, quando c’è qualcosa di concreto da discutere.
  6. Chi preferisce la carta può stampare il file corretto e leggerselo con la matita in mano. Ha tutti i vantaggi del cartaceo, senza dover pagare un viaggio a nessuno.

E se ho paura che mi rubino il romanzo?

È la vera ragione di molte richieste insolite, e va affrontata senza ironia, anche se a volte l’ironia aiuta. Ci sono strumenti concreti:

  • un accordo di riservatezza con l’editor;
  • una data certa sul manoscritto (SIAE, PEC, notaio, firma digitale con marca temporale);
  • la cancellazione dei file a fine lavoro, se la chiedi.

Se vuoi approfondire come funzionano, leggi l’articolo https://loscrittoreacasatua.com/2026/10/05/come-proteggere-il-manoscritto-dal-plagio/

E ricorda che chi fa questo mestiere vive della propria reputazione: non ha alcun interesse a rovinarla per un romanzo che non è suo.

Cosa conviene fare, invece

  • Scegli un editor: contattalo, chiedigli informazioni, parlaci se è disposto a fare una telefonata o videochiamata.
  • Concordate prima cosa include il lavoro (valutazione, editing, correzione di bozze) e i tempi di consegna.
  • Poni le tue domande prima di iniziare, comprese quelle sulla privacy: un professionista serio risponde volentieri.
  • Lascia lavorare l’editor in pace e discuti dopo, a testo corretto.

Domande frequenti, per riassumere

Posso chiedere all’editor di correggere il romanzo in mia presenza?

Si può chiedere, ma in genere non è praticabile: i costi di trasferta e di tempo si sommano a quelli del lavoro, e la qualità dell’editing peggiora senza la tranquillità necessaria.

Come funziona un editing a distanza?

Mandi il file, l’editor lo lavora con le revisioni e/o i commenti e te lo restituisce. Poi decidi tu cosa accettare e, se serve, ne parlate a voce.

Posso parlare con l’editor durante il lavoro?

Dipende dall’accordo. Di solito si concorda un confronto prima, per fissare obiettivi e aspettative, e uno dopo, a lavoro concluso.

Che differenza c’è tra editing e correzione di bozze?

L’editing riguarda la struttura, lo stile, la coerenza e il ritmo del testo. La correzione di bozze è l’ultima fase e si occupa di refusi, punteggiatura e ortografia, una volta che il testo è definitivo.

Il mio file è al sicuro con un editor?

Puoi chiedere un accordo di riservatezza e la cancellazione dei file al termine del lavoro. Prima di affidare il testo, chiedi come vengono trattati i file.

Posso stampare il mio manoscritto e farlo correggere su carta?

Si può, ma di solito è meno comodo e più lento: il file con le revisioni permette di vedere e gestire ogni modifica. Se preferisci la carta, stampa il file già corretto.

Vuoi sapere se il tuo testo è pronto?

Se hai un romanzo nel cassetto e ti stai chiedendo da dove cominciare, posso leggerlo e dirti con sincerità cosa funziona e cosa no, con la riservatezza che chiedi. Anche senza benda.

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Grazie per la risposta. ✨

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