Le mie letture

Antonella Finucci | Scellerate

A memoria, credo che le uniche volte che ho letto la parola “scellerato” sia stato su Topolino, quando Zio Paperone appellava così lo sfortunato nipote. E quindi, un titolo come Scellerate non poteva che incuriosirmi, portandomi subito verso l’esordio letterario di Antonella Finucci, Scellerate. Storie di donne e scintille nei paesaggi d’Abruzzo.

L’opera trascende la semplice raccolta di racconti per diventare un viaggio nell’anima femminile di una terra che è tante cose: «mare e montagna, grotte, canyon, gole, fiumi, laghi, valli, conche, zone termali, piani, altipiani, faggete, promontori». Una terra che è stata abitata e ancora lo è, da quelle donne che hanno avuto il coraggio di deviare dai percorsi prestabiliti, scellerate, per l’appunto. Sono donne che, come dichiarato dalla stessa Finucci, hanno scelto di seguire la loro natura più intima, vivendo la loro «scelleratezza in pace, la propria quiddità senza essere giudicate», rifiutando l’appiattimento a un unico modello sociale.
Il cuore pulsante del libro, edito da Radici Edizioni, risiede nella connessione viscerale tra le persone e il paesaggio. L’Abruzzo, con i suoi boschi sacri, le montagne imponenti, le linee di faglia e le coste ricche di vita è un co-protagonista che modella l’esistenza di chi lo abita. Come suggerisce l’incipit, ogni luogo che viviamo diventa un nodo o uno snodo fondamentale per la rete delle nostre esperienze, e questo saggio, che si colloca tra il giornalismo, la saggistica e la narrativa, indaga proprio come il territorio crei e trasformi noi, il nostro pensiero e il nostro modo di vivere. 

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Titolo: Scellerate
Autore: Antonella Finucci
Casa editrice: Radici Edizioni
Pagine: 208
Pubblicazione: 2025

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