Il decimo girone dell'inferno, di Rezak Hukanovic - recensione di Paolo Perlini
Le mie letture

Rezak Hukanović | Il decimo girone dell’inferno

Prijedor si trova a 400 chilometri dal confine italiano, 650 da casa mia. Nella primavera del ’92 la pulizia etnica iniziò qui. I bosgnacchi (bosniaci musulmani) e i bosniaci croati furono scacciati dalle proprie case e rinchiusi nei campi di Omarska, Trnopolje, Keraterm, Manjača. In questi lager, soprattutto Omarska e Trnopolje, fu sterminata l’èlite politica ed economica della città.

Omarska era un posto nel quale l’Uomo diventò peggio delle bestie (“Nessun animale tortura e uccide un suo simile per piacere”, dice Paolo Rumiz nella postfazione). Le guardie, spesso ubriache, torturavano, picchiavano, mutilavano e massacravano i prigionieri per puro divertimento. Tra di loro ci fu chi tentò il suicidio pur di non subire le violenze.
Chi entrava nella casupola chiamata Casa Bianca ne usciva malconcio, pieno di percosse, con gli arti rotti, mentre le pareti di queste stanze si tingevano di rosso sangue. Chi entrava spesso non ne usciva: veniva portato fuori e caricato su un camion per essere seppellito da qualche parte. 

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Titolo: Il decimo girone dell’inferno
Autore: Rezak Hukanović
Prefazione: Elie Wiesel
Postfazione: Paolo Rumiz
Collana: I Saggi
Pagine: 156

Chi è Rezak Hukanović

Rezak Hukanović è uno scrittore, poeta, giornalista e speaker radiofonico nato in Bosnia-Erzegovina.

Prima dello scoppio del conflitto nei Balcani, viveva e lavorava a Prijedor. È noto soprattutto per essere un sopravvissuto ai campi di concentramento bosniaci (tra cui Omarska e Manjača) e per la sua importante opera di testimonianza.

È membro dell’Associazione degli Scrittori della Bosnia-Erzegovina e ha pubblicato diverse opere tra libri di poesia e prosa.

Dopo essere stato rilasciato in seguito a uno scambio di prigionieri, ha vissuto temporaneamente in Norvegia prima di fare ritorno e dividersi tra la Bosnia e la Germania.

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