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Approfondimenti

Cos’è il self publishing?

Se ne sente parlare sempre di più e molti sono gli autori orgogliosamente “self”. Ma cosa significa?
Per self publishing si intende l’auto pubblicazione, ovvero, la pubblicazione di un libro senza l’intermediazione della casa editrice.

Negli ultimi anni questa pratica si è diffusa sempre di più e alcuni autori sono riusciti a trasformare la propria passione e le abilità di scrittura, in una professione abbastanza remunerativa. È una tendenza che riguarda l’industria del libro, ma lo stesso fenomeno si è già riproposto in altri campi della cultura, come quello musicale.

Nel self publishing l’autore è impegnato in tutta la filiera di produzione del libro: ovviamente la scrittura, l’editing, la correzione di bozze, la creazione della copertina, l’impaginazione e infine, il marketing.

Come si fa a pubblicare in self publishing?

Dopo aver completato le fasi precedenti, servendosi di un editor, un correttore di bozze e di un grafico per la copertina, non resta che scegliere una delle tante piattaforme. La più famosa è Amazon KDP (Amazon Kindle Direct Publishing) che permette di autopubblicare senza alcun costo e di raggiungere milioni di utenti grazie alla vendita diretta sull’e-commerce e sul Kindle Store.

Lulu.com è stata la prima casa editrice on demand. Nata nel 2002 in Canada si è diffusa in tutto il mondo ed è stata la prima ad offrire gratuitamente il codice ISBN per la pubblicazione.

Un’altra piattaforma famosa e molto utilizzata è YouCanPrint, un servizio un po’ diverso da quello di Amazon, con il pregio di mettere a disposizione degli autori, servizi e strumenti editoriali.

Anche Ilmiolibro.it mette a disposizione una serie di servizi editoriali. Inoltre, consente di partecipare a una serie di concorsi letterari organizzati sulla piattaforma.

Quella che un tempo si chiamava Narcissus ha fatto molta strada ed è diventata streetlib, un network che si popola con sempre più Editori e Autori Indipendenti e sempre più librerie collegate.

Tuttavia, se l’autore non intende inserire il libro nel circuito di vendita, può servirsi di molte altre piattaforme online, generalmente destinate alla creazione di libri fotografici.

All’inizio, la tendenza del self publishing era ben vista e si auspicava che contrastasse definitivamente il fenomeno del vanity publishing e la miriade di case editrici a pagamento. In realtà, queste ultime sono rimaste. Allo stesso tempo, molti autori, considerata la facilità e rapidità di pubblicazione, hanno tralasciato le fasi importanti che portano alla creazione del libro:

  • l’editing
  • la correzione di bozze
  • la creazione della copertina
  • l’impaginazione
  • il marketing

Questa mancanza penalizza un po’ tutto il settore poiché ha immesso sul mercato libri di scarso valore, con molti refusi, spesso cloni di altri libri più famosi (se non addirittura dei plagi). Penalizza i validi autori self publishing (e ce ne sono!) che, almeno in Italia, non riescono ancora a ottenere quello status di scrittore e spesso, nel caso di concorsi letterari, sono addirittura penalizzati.

A conferma di questo, posso riportare l’esperienza che ho avuto con un’autrice che aveva chiesto un parere sul suo romanzo. Dopo la lettura delle prime dieci pagine le avevo detto che mi sembrava corretto, a parte qualche virgola di troppo, ma per avere un’idea complessiva della trama, capire se tutto filava, se c’erano incongruenze, avrei dovuto leggerlo tutto. La sua risposta fu: “ti sembra abbastanza decente per Amazon?”

Questo mi ha dato da pensare. Che significa “decente per Amazon”? Che è possibile chiudere un occhio sulla qualità del contenuto?
Non so se il suo lavoro fosse valido, interessante, capace di catturare il lettore, considerato che si trattava di un romanzo di quasi cinquecento pagine e io ne avevo lette soltanto dieci. È possibile che lo fosse, ma quella sua precisazione, quel chiedersi se fosse “decente per Amazon” mi ha dato molto da pensare e tutto mi fa supporre che l’autrice si sia accontentata di un livello molto basso.

In sostanza, se hai scelto la via del self publishing perché nelle case editrici non hai trovato riscontro, o perché preferisci tenere sotto controllo tutta la tua produzione, non pretendere di fare tutto da solo. Soprattutto per quanto riguarda la stesura e correzione di un romanzo: per quello i tuoi occhi non sono sufficienti. Non bastano quelli dei tuoi familiari e amici e nemmeno il correttore di word.

Per produrre un romanzo dignitoso, che faccia la sua bella figura anche in self publishing, ti serve un correttore di bozze e un editor. Ti serve un grafico che sappia produrre una copertina originale, libera da copyright e qualcuno che ti dia una mano nella diffusione. Altrimenti, il tuo romanzo si perderà nel mare magnum del web.

4 pensieri su “Cos’è il self publishing?”

  1. Non so…io vorrei ma c’è da perdersi e di certo non posso dedicarmici anima e corpo…e come dicevo non voglio finire nel pentolone dei mediocri…🙁 Ed avere la presunzione che ciò che scrivo sia di interesse per qualcuno…

      1. Che è quello che faccio in realtà…uso il blog che è uno strumento che mi piace perché posso anche comunicare…e tengo anche un diario dove scrivo a mano quei pensieri che voglio fissare sulla carta…🙂

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